Eppure sino a poco tempo fa non concepivo mare che non fosse quello del mio amato Sud, città che non fossero le nostre città. In queste ultime settimane passate all'estero, l'unico contatto mantenuto con l'Italia, a parte qualche sporadica visita in FB, e' stato la lettura di Gomorra, di cui avevo visto solo il film. Ogni pagina letta era una ferita aperta. Mi sono ricordata dello spettacolo della piana circumvesuviana e della sensazione di angoscia provata la prima volta che l'ho vista. Ho subito pensato all'impossibilità di vivere una vita normale in quei luoghi. Le pagine di Gomorra mi hanno portata all'interno di quella ragnatela costruita, apparentemente senza senso, al solo scopo di rendere governabile il territorio alla sola criminalità. Come abbiamo potuto affidare il destino di milioni di persone nelle mani della peggiore feccia umana?
Poi sfogli le pagine dei quotidiani e il senso di sconforto diventa totale. A molti le vicende di questa specie di ducetto di periferia, sempre pronto a menarsi l'uccello, nonostante in fase avanzata di decomposizione, farà anche ridere, a me fa vomitare. Lo spettacolo di madri e figlie pronte a prostituirsi per un trafiletto di notorietà è avvilente.
Qualcuno forse pensa che tra questo spettacolo e il deserto di cemento di quella piana abbandonata da Dio non ci sia nessun nesso?
Poi ti dici, Sara forse non tutto è così, non è possibile che sia tutto così. Non cedere, non lasciarti andare allo sconforto ritrova quell'ottimismo e la speranza che in fondo sono le tue armi migliori. Allora farò come quando un amore rischia di finire nella routine del quotidiano che dimentica le cose belle e si opprime nelle banalità vissute. Tornerò a percorrere le strade della nostra storia, le bellezze del nostro territorio, la voglia di riscatto di quei tanti, oggi costretti a vivere quasi ai margini di questa società che si sbatte sempre di più tra opulenze ostentate senza ritegno e nuove povertà vissute senza speranza, convinti che si deve e si può cambiare.
E chissà che non ritorni a scrivere anche qualche altro post sul blog:)
Poi sfogli le pagine dei quotidiani e il senso di sconforto diventa totale. A molti le vicende di questa specie di ducetto di periferia, sempre pronto a menarsi l'uccello, nonostante in fase avanzata di decomposizione, farà anche ridere, a me fa vomitare. Lo spettacolo di madri e figlie pronte a prostituirsi per un trafiletto di notorietà è avvilente.
Qualcuno forse pensa che tra questo spettacolo e il deserto di cemento di quella piana abbandonata da Dio non ci sia nessun nesso?
Poi ti dici, Sara forse non tutto è così, non è possibile che sia tutto così. Non cedere, non lasciarti andare allo sconforto ritrova quell'ottimismo e la speranza che in fondo sono le tue armi migliori. Allora farò come quando un amore rischia di finire nella routine del quotidiano che dimentica le cose belle e si opprime nelle banalità vissute. Tornerò a percorrere le strade della nostra storia, le bellezze del nostro territorio, la voglia di riscatto di quei tanti, oggi costretti a vivere quasi ai margini di questa società che si sbatte sempre di più tra opulenze ostentate senza ritegno e nuove povertà vissute senza speranza, convinti che si deve e si può cambiare.
E chissà che non ritorni a scrivere anche qualche altro post sul blog:)
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